Le Ultime dal Collegio
07/02/2003
Inform./GEOIDE n. 12 - Dicembre 2002
Convegno : "Il Fotovoltaico e l'Edilizia sostenibile"
Ferrara, 6 dicembre 2002
Convegno:
“IL FOTOVOLTAICO E L’EDILIZIA SOSTENIBILE”
“Un’opportunità offerta dalla natura”
Intervento del Geom. Lauro Lazzari
Ho il privilegio di rappresentare oggi i Colleghi emiliano-romagnoli componenti la nostra Commissione Regionale Ambiente ed i colleghi del Consiglio del Collegio di Forlì-Cesena di cui sono componente.
A loro nome sono a porgere un cordiale saluto a tutti i presenti ed un vivo ringraziamento agli Organizzatori e agli Sponsor di questa manifestazione che si inquadra nel filone delle iniziative che in materia ambientale la nostra Categoria sta sviluppando e realizzando in tutto il territorio nazionale per dare corpo e sostanza al suo ventennale impegno nell’approfondimento della materia ambientale e nella divulgazione delle tematiche connesse alla tutela dell’ambiente ed alla oculata utilizzazione delle sue risorse.
Per significare con più evidenza la finalità e i contenuti di questo impegno, che deriva certo da una scelta conseguente alla nostra antica tradizione culturale di “operatori a cielo aperto” e che vuole anche dare continuità alla formazione di rinnovate energie volte a favorire l’operatività di responsabili tecnici a disposizione della collettività, per fattivi contributi alla soluzione delle problematiche che la vita sociale propone, con l’occasione ritengo necessario informare quanto più di recente i Geometri italiani hanno attivato per favorire la conoscenza dei problemi che un corretto approccio all’ambiente propone, vuoi per misure di carattere preventivo e di miglioramento, vuoi per interventi di ripristino e di bonifica.
La nostra Commissione Nazionale Ambiente-Territorio, coordinata dalla sensibilità e intelligenza del Vice Presidente Nazionale Geom. Giuseppe Rando e dal Consigliere Nazionale Geom. Ruben Sagredin, nella recente assise congressuale svoltasi in Venezia nello scorso settembre, ha presentato nuovi percorsi di formazione professionale nella particolare materia, che in quella sede hanno riscosso unanime interesse e plauso.
Questi nuovi percorsi formativi, che andranno ad affiancarsi ai già positivamente avviati corsi di specializzazione sulla Valutazione dell’Impatto Ambientale, sono relativi a:
il primo a
- Ingegneria naturalistica e sue applicazioni;
il secondo a
- Operatività del Geometra nei Parchi Nazionali e nelle aree naturalistiche protette;
il terzo a
- Edilizia sostenibile-Bioedilizia;
e come quelli sulla VIA, si vogliono altamente qualificati dall’approvazione e patrocinio del competente Ministero dell’Ambiente e dai contenuti culturali e di tecnica a livello universitario.
Questi nuovi corsi costituiranno, per i geometri aderenti, una preziosa fonte di arricchimento culturale che si ripercuoterà positivamente su tutti gli aspetti della loro professione e offriranno soprattutto nuove opportunità operative che non mancheranno di procurare loro anche concreti emunerativi riconoscimenti.
Saranno, soprattutto per i giovani geometri, l’occasione per vedere il loro futuro con orizzonti più ampi e nitidi.
Offriranno alla collettività un presidio di nuovi tecnici preparati capaci di realizzare le opportunità che le nuove conoscenze tecnologiche andranno a suggerire ed in condizione di affrontare positivamente anche gli effetti negativi conseguenti alle emergenze che le calamità naturali, purtroppo, ci vanno sempre più spesso proponendo pesantemente.
In una, i Geometri italiani intendono, preparandosi ed aggiornandosi opportunamente, contribuire attivamente ad evitare o a riparare ai guasti ambientali che potranno proporsi, a salvaguardare un po’ meglio i sistemi vitali propri del nostro territorio che sostengono i cicli vitali, a proteggere e mantenere al meglio la fruibilità e l’abitabilità future del nostro paese.
Ritengono che quanto sopra rappresenta la loro risposta alla loro parte di responsabilità verso le generazioni che ci succederanno, una sfida a loro stessi, alla loro coscienza di uomini e di professionisti.
Si parlerà oggi di “Fotovoltaico”, aggettivo che definisce la capacità di generare energia elettromotrice in seguito ad assorbimento di radiazioni luminose, che oggi ci appare uno dei fattori integranti di quella edilizia sostenibile cui si cerca di dare assetto e canoni concreti, anche in ordine alla effettiva possibilità di renderla veramente realizzabile, al di là degli enunciati di maniera e di norme solo restrittive, anche in termini di sostenibilità economica, oggi così pesantemente limitata per costi di materiale d’uso, per tecnologie da perfezionare ed anche per mere speculazioni del particolare mercato che ha scoperto anch’esso l’allettante etichetta del “prodotto biologico”.
Affrontiamo questa tematica, di tutta attualità ed importanza riaffermando in premessa che cercare di rendere l’attività edilizia sostenibile, in termini di equilibrato rapporto fra esigenze della collettività e rispetto delle peculiarità dell’ambiente in senso lato, deve essere un costante vincolante impegno per tutti gli operatori di questo settore di così rilevante importanza sociale ed economica.
Ciò proprio perché essi sanno di gestire un’attività dell’uomo che, se non correttamente indirizzata, risulta fra le più invasive e logoranti dell’ambiente e delle sue naturali risorse.
Riteniamo così che occorra porci di fronte al problema della realizzazione di nuovi edifici con uno spirito più svincolato dagli odierni consueti schemi di forma, di dimensioni, di contenuti (dalle destinazioni d’uso alle dotazioni tecnologiche impiantistiche alle strutture), procedendo per continue analisi di compatibilità e di rispondenza al nostro scopo ultimo; la realizzazione di una edilizia che offra alla collettività condizioni dell’abitare e dell’operare confortevolmente, che offra le premesse per garantire la “salute” di chi ne fruirà.
Salute, un concetto che mi piace evocare usando quell’enunciato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità divulgato nel 1998, che la definisce come “uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, spirituale e sociale e non mera assenza di malattia o di infermità”. Ciò comporta più idonee ed aggiornate visioni nella redazione dei P.R.G., l’adozione di nuove sistemazioni urbanistiche, un più razionale impiego di materiale e di manufatti e una drastica limitazione dei consumi energetici, aspetto quest’ultimo fra i più incisivi a determinare gli odierni inquinamenti e le conseguenti difficoltà che oggi ci opprimono.
Il tutto costituisce, per la sua complessità e per le implicazioni di vario genere che si attiveranno, una prova da far tremare e “vene ed i polsi”. Ma bisogna ben cominciare una volta se vorremo tener fede al nostro impegno e vedere un poco alla volta avvicinarsi il nostro obiettivo e intanto migliorare la qualità della nostra vita.
Parliamo di “Fotovoltaico” dunque cominciando col ringraziare “padre sole” per la opportunità che ci ha generosamente offerto inviandoci il suo calore e la sua luce.
L’intelligenza intraprendente dell’uomo ha concepito il modo di sfruttare questa opportunità per utilizzare questi doni per porli al suo servizio, conscio dei grandi vantaggi di varia natura che se ne sarebbero derivati, realizzando un processo tecnologico che consente di convertire le radiazioni solari in una fonte pressoché infinita di energia sempre più pulita, gratuitamente.
Questo processo, attivato operativamente circa 50 anni fa per applicazioni connesse con l’attività aerospaziale e che oggi è stato tanto sviluppato da essere disponibile anche per utilizzazioni di carattere domestico individuale, è del tutto silenzioso, non produce fumo o polveri da combustione, non crea smog o scorie radioattive, evita immissioni di CO2 nell’atmosfera, non dà luogo ad emissioni elettromagnetiche e può essere utilizzato, con opportuna tecnologia ibrida, anche per la produzione di acqua calda; presenta indubitabilmente caratteristiche che lo rendono del tutto apprezzabile e di conveniente adozione per importanti settori dell’attività operativa della nostra collettività quali l’industria, l’agricoltura, la sanità, i servizi pubblici , le telecomunicazioni e per le residenze.
I Geometri italiani, specie in Toscana, hanno iniziato ad interessarsi delle problematiche connesse con l’adozione del fotovoltaico, fino dai primi anni 1980 e sono stati promotori fin da allora di piccole ma interessanti realizzazioni.
Oggi continuano a seguire con tutta attenzione ed interesse la evoluzione delle applicazioni del fotovoltaico, rese più frequenti e significative per i notevoli miglioramenti delle tecnologie e dei materiali componenti le attrezzature che meglio ne garantiscono la funzionalità ed il rendimento, miglioramenti resi più agevoli anche per le sollecitazioni e contribuzioni promozionali erogate dagli Enti Pubblici (le Regioni).
Intendono così acquisire e consolidare le proprie conoscenze nello specifico campo, che sono certi avrà uno sviluppo significativo, per essere in condizione di proporne scientemente una più generale adozione e quindi per seguire meglio le problematiche connesse con la fase attuativa di questi nuovi impianti.
Adesso, coerenti con la nostra volontà di apprendere, ci accingiamo ad ascoltare i veri esperti del “fotovoltaico” che ci parleranno di radiazione solare, insolazione, angolo di tilt, angolo di azimut, di moduli e celle solari, di nuovi componenti di reti elettriche, di sistemi integrati, di normative per la realizzazione e l’uso e di aspetti economici.
Noi li ringraziamo fin da ora.
Grazie per la cortese attenzione riservatami.
Ferrara, 06/12/2002
Geom. Lauro Lazzari
Fonte: Agenzia del Territorio Ufficio Provinciale di Forli'



